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Daniela Schifano

Daniela Schifano

Daniela Schifano

Tra i progratonisti di Sakka Ten di quest’anno ci sarà anche Daniela Schifano, figura di riferimento nel panorama italiano e internazionale del suiseki, da molti anni impegnata nello studio, nella ricerca e nella divulgazione di questa antica arte giapponese.

La sua storia nel mondo del suiseki inizia più di 20 anni fa, quando rimane affascinata dalle immagini di alcune pietre liguri pubblicate in un testo dedicato al bonsai. Quell’incontro suscita immediatamente il desiderio di conoscere e comprendere più a fondo il mondo delle pietre da contemplazione.

Nello stesso anno si iscrive all’AIAS – Associazione Italiana Amatori Suiseki, trovando nell’associazione un importante punto di riferimento per lo studio e il confronto con altri appassionati. Nel 2008 entra nell’UBI – Unione Bonsaisti Italiani, partecipando ai Congressi Nazionali e collaborando alla divulgazione attraverso articoli pubblicati sul Notiziario dell’associazione.

Nel 2014 entra nella Nippon Bonsai Sakka Kyookai Europe, diventandone successivamente prima socia effettiva su proposta del Consiglio Direttivo, e poi membro del Consiglio Direttivo.

Il suo percorso di studio la porta inoltre a confrontarsi direttamente con la cultura giapponese del suiseki. Nel 2016 entra nella Nippon Suiseki Association e partecipa per la prima volta alla Japan Suiseki Exhibition di Tokyo, la più importante manifestazione internazionale dedicata a quest’arte.

Da allora la sua presenza alla manifestazione si è consolidata, arrivando a rappresentare una significativa testimonianza della partecipazione italiana alla scena internazionale del suiseki. La sua esperienza diretta in Giappone le ha permesso di approfondire non soltanto la conoscenza delle pietre, ma soprattutto il complesso universo culturale legato alla loro esposizione.

Lo studio del Seki Kazari

Nel suo percorso personale Daniela Schifano si è dedicata in modo particolare allo studio dell’esposizione del suiseki, approfondendo gli esempi e gli insegnamenti della tradizione Keidō.

Il suiseki, infatti, non può essere considerato esclusivamente come un oggetto naturale da osservare. Nella tradizione giapponese, la pietra viene inserita in una composizione nella quale ogni elemento – dal tavolo al suiban, dal kakemono agli eventuali elementi di accompagnamento – contribuisce alla costruzione di un’immagine complessiva.

È proprio questo il campo nel quale Daniela ha sviluppato negli anni una particolare sensibilità ed esperienza: comprendere la pietra, individuarne le caratteristiche dominanti e costruire attorno ad essa un’esposizione capace di valorizzarne la natura, la stagione e le suggestioni.

La sua esperienza alla Japan Suiseki Exhibition è particolarmente significativa anche sotto questo aspetto. Daniela ha raccontato come la partecipazione alla manifestazione le abbia permesso di comprendere direttamente aspetti dell’esposizione giapponese difficilmente accessibili attraverso i soli libri o le immagini.

La sua attività di ricerca e divulgazione si è sviluppata anche attraverso articoli, conferenze e collaborazioni con associazioni e club bonsaistici, oltre che attraverso il sito Italian Suiseki, da lei curato, dedicato alla conoscenza e alla diffusione dell’arte del suiseki.

Nel corso degli anni ha inoltre ricevuto importanti riconoscimenti in manifestazioni italiane. Tra questi, il Premio UBI al Suiseki assegnato alla composizione Nello spazio e nel tempo. La sua attività comprende anche la partecipazione a eventi internazionali e attività di divulgazione rivolte a chi desidera avvicinarsi alla cultura del suiseki, con particolare attenzione proprio al rapporto tra pietra, spazio ed elementi dell’esposizione.

“Seki kazari, ovvero come esporre i suiseki in una mostra”

Durante il Congresso Daniela Schifano porterà la propria esperienza all’interno di una conferenza – domenica 18 ottobre (ore 14.00 – 15.30) dedicata proprio al tema dell’esposizione “Seki kazari, ovvero come esporre i suiseki in una mostra“, uno degli aspetti più importanti e al contempo più difficili da comprendere del suiseki, ovvero la realizzazione di un’esposizione al fine di ottenere una relazione armonica tra tutti gli elementi senza che la composizione finisca per soffocare la pietra.

L’obiettivo non è semplicemente creare una composizione esteticamente piacevole, ma permettere alla pietra di esprimere pienamente la propria identità, creando intorno ad essa uno spazio capace di suggerire un’immagine, una stagione, un’atmosfera. È un principio che avvicina profondamente il suiseki alle altre arti tradizionali giapponesi perché l’esposizione non aggiunge semplicemente qualcosa all’opera, ma contribuisce a rivelarla.

La conferenza di Daniela sarà quindi un’occasione per approfondire il suiseki da una prospettiva particolarmente importante per chiunque desideri avvicinarsi alla sua dimensione più autenticamente giapponese.

Un appuntamento che arricchisce il programma culturale del Congresso e che permetterà ai partecipanti di guardare una pietra con occhi diversi: non più soltanto come un oggetto naturale, ma come il centro di una relazione tra spazio, stagione, forma e sensibilità.

 

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